No non vi abbiamo abbandonato

Posted in 1 on 17 ottobre 2008 by Michele Greco

Cari amici di Diariocalcistico, il blog è stato spostato su un altro indirizzo. Con una nuova veste grafiche e nuovi stimoli vi invitiamo a cliccare qui per seguirci, in attesa di un dominio tutto nostro

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Spendi, spandi effendi

Posted in Serie A on 3 ottobre 2008 by Michele Greco

Soldi, soldi e ancora soldi. Tanti spesi, forse troppi. Fatto sta che l’Inter ha seri problemi finanziari, la famiglia Moratti è indebitata, e per fronteggiare questa emergenza si starebbero utilizzando, secondo il procuratore di Milano Marco Honegger, mezzi illeciti. In breve: la società saras (società di raffinazione) è quotata in borsa. Il valore dei titoli pare essere troppo eccessivo, insomma un titolo che vale 4 massimo 5 euro viene invece “gonfiato” e portato a 6 euro.

Per maggiori dettagli leggete qui

Io riporto un breve estratto dell’articolo dove si parla di vecchie procedure di indagini risalenti addirittura al 2006:

Che la quotazione di Saras, la società di raffinazione di Sarroch, non fosse stato un grande affare per il mercato, lo si era capito fin da subito, quando il giorno successivo alla quotazione, avvenuta il 18 maggio 2006, il titolo aveva perso oltre il 10 per cento del suo valore. Il consulente tecnico ha ricostruito in un documento di oltre 400 pagine i motivi di quella debacle. E ha ipotizzato che l´incasso della quotazione sia servito soprattutto a un ramo della famiglia, quello di Massimo Moratti, per far fronte ai debiti dell´Inter. Con un contestuale danno per il mercato di 770 milioni!

Morale della favola: Moratti e i suoi amici cercano di spingere il titolo della Saras oltre il dovuto per un semplice motivo: risanare i bilanci dell’Inter; tutto ovviamente da dimostrare.

E senza benzina e gasolina… diceva il Grande Rino Gaetano.

La questione rimane aperta, e ciò che rende interessante questa notizia è che non c’è stato un solo giornale sportivo che abbia parlato di questa indagine. Continuiamo così.

E spendi spandi spandi spendi effendi…

“THE WORLD IS MINE”

Posted in calcio, Grandi sfide, Serie A on 29 settembre 2008 by Giuseppe Ricciardulli

E’ la frase che verrebbe da dire, e che forse ha pensato Ronaldinho mentre guardava con occhi lucidi e stralunati la curva del Milan che esultava per lui, per la squadra, per il suo goal nel derby. Derby: fino a qualche giorno fa nessuno aveva pensato che il Gaucho numero 80 ne avrebbe fatto parte, nessuno tranne lui che viene stuzzicato di rimanere sveglio, sempre e comunque, e che con quel viso sarcastico risponde che dorme soltanto quando deve meditare. Gran merito del successo, contro l’ Inter di Josè Mourinho, va a Carlo Ancelotti che con una mossa d’azzardo piazza Ronaldinho proprio dinanzi Maicon, mettendo alla prova lo stesso difensore nerazzurro che in settimana aveva promesso di berlo come una lattina di coca-cola ( proprio come il Gaucho faceva ai tempi delle giovanili con lui). Mossa, a detta di molti, da suicidio: ma si sà, nella vita vince chi rischia e ad un certo punto deve emergere gioco-forza il coraggio che soltanto nelle grandi occasioni si può e si deve manifestare. Mossa azzeccatissima, forse suggerita dal sempre sorridente Silvio Berlusconi che in tribuna si gustava e rigustava il suo personale colpo dell’estate, che ha capovolto tutte le aspettative della vigilia e che ha permesso all’ intera squadra di girare al meglio e di acquisire quella fiducia necessaria per fare bottino pieno.

Una risposta da grande squadra a chi li etichettava come un insieme di figurine dei calciatori “Panini” e dei “Pallone d’Oro”, anche perchè alla fine proprio due dei tre hanno firmato il “goal of the match” che ha fatto perdere la testa della classifica alla squadra dello Special, e non solo. Mentalità da grandi: concentrati, compatti, pronti a sacrificarsi( da notare l’immensa prestazione di Seedorf in un ruolo non propriamente suo e dell’ Highlander Maldini in marcatura su Ibrahimovic), giocate di qualità, giocate di quantità, insomma il bel gioco tanto ricercato da qualche settimana. Del resto, come esorcizza sempre Kakà, quando c’è voglia ed equilibrio si può fare tutto.

Dall’ altra parte, va fatto comunque un applauso a Mourinho che ha riconosciuto i meriti del Milan, ma che ha deluso tutti, tifosi e non. Tutti si aspettavano Adriano e il tecnico gli ha preferito “Trivela” Quaresma, deludente e mai decisivo. La strada giusta l’aveva intrapresa non presentandosi dinanzi le telecamere nel turno infrasettimanale solo che un consiglio è d’obbligo: quel tempo risparmiato bisogna utilizzarlo in altro modo non riposandosi sulla poltrona del salotto. Mancini forse si sarebbe riposato di meno…

Infine quindi il telegramma che si può enunciare è che ha vinto la “voglia matta” del Milan, la compattezza e il significato di squadra….cosa che è mancata alla “special” Inter.

REGOLARE!

Posted in calcio, Serie A on 26 settembre 2008 by Giuseppe Ricciardulli

Regolare proprio come la rete del momentaneo pareggio di Christian Panucci sul 2 a 1 di Genoa-Roma. “Regolare” è l’ ammissione del guardalinee di fronte ad immagini tv chiarissime che confermano l’errore visivo dello stesso, che dovrebbe essere impiegato anche in partite internazionali. Insomma, dopo 4 giornate di campionato, il verdetto che si può ben leggere è che la Roma è in crisi. Crisi di risultati, di forma, di testa, di gioco. Ma sarebbe troppo ingiusto e troppo drastico dire così, in quanto ciò spazzerebbe tutt il lavoro e tutto un meccanismo creato con anni di lavoro e di sacrificio. Però è evidente che qualcosa non va: Non c’è quell’armonia giusta per affrontare una stagione con il necessario entusiasmo e con la necessaria voglia di fare e di dimostrare. Però è anche vero che, ogni minima volta che si intravede, questa voglia viene abissata da eccessivi errori arbitrali che butterebbero giù anche l’uomo più ottimista del pianeta. Come si fa a non notare, data anche la buonissima posizione del guardalinee, che la rete siglata da Panucci era regolare?

Le colpe non stanno tutte qui, in questo gol annullato o nel calcio d’angolo che viene assegnato quando non c’è, però è evidente che in un calcio sempre più equilibrato e sempre più livellato alla fine quello che incide non è il numero di passaggi che si fanno a centrocampo o il numero di dribbling, ma il numero di episodi a favore o sfavore.

E’ un peccato veder sbroccare a fine gara Spalletti, ma chi non l’avrebbe fatto al suo posto: essere presi in giro così davanti darebbe fastidio a chiunque. Così come De Rossi che invece di assumere le sembianze da leader, finisce la propria partita anzitempo. Soprattutto perchè è difficile rianimare i propri giocatori in queste situazioni anomale dove tutto sembra andare per il verso opposto. 

Il monito che si potrebbe lanciare è il seguente: darsi una regolata generale!

NON SEI TU!

Posted in calcio, estero, Generale, Grandi Campioni on 12 settembre 2008 by Giuseppe Ricciardulli

La voglia di sorprendere c’è stata e sempre ci sarà nell’ animo del Pibe de Oro, Diego Armando Maradona. Dopo l’ultima uscita della sua Argentina contro il Perù, el Pibe de Oro si è soffermato su diversi argomenti con l’ intenzione di apportare dei consigli utili alla causa biancoceleste. In primis, Diego ha promosso portiere titolare della Nazionale Juan Pablo Carrizo, neo acquisto della Lazio. Ma la cosa che ha suscitato maggiore scalpore è stato la disereditazione di Leo Messi. Maradona, infatti, ha sostenuto che il talento blaugrana non è più, da lui, considerato il suo erede in quanto si dimostra sempre più egoista e narciso nel tener il pallone tra i propri piedi facendo così soltanto del male alla propria squadra. Parole dure che sicuramente faranno riflettere il caro Lionel, soprattutto quando Maradona precisa con toni duri che Messi potrà fare anche gol simili ai suoi ma che ne deve fare di strada ancora per avvicinarsi ai suoi livelli.

Non c’è che dire, stilettata in grande stile di un Diego Maradona che non le manda di certo a dire e che magari susciteranno qualche reazione nell’ animo del talento Messi. Chissà, forse con quel pizzico di altruismo, l’eredità può essere riconquistata…

E CHI BEN COMINCIA…

Posted in calcio, nazionale on 11 settembre 2008 by Giuseppe Ricciardulli

Qualificazioni ai prossimi mondiali del 2010 iniziate, bottino: due partite, sei punti. E’ questo il telegramma, dopo il primo giro di boa, che emerge più di ogni altra cosa. Primo obbiettivo centrato, ovvero quello di iniziare a punteggio pieno la cavalcata verso il Mondiale. E poco importa se si è visto un gran gioco o meno, se si è vista una squadra stanca o logora, di questi tempi il necessario è quello di ottenere i tre punti: gli altri discorsi lasciano il tempo che trovano. Dopo due partite di Settembre non si può criticare una Nazionale che vince, non si possono criticare giocatori che risultano ancora un pò imballati per le poche partite giocate. In queste prime giornate non si poteva pretendere più del risultato perchè a inizio stagione non ci sarà mai il giocatore pronto al 100% e in grande spolvero. Emerge il talento, il significato di squadra, la compattezza che permettono questi risultati che danno morale e segnali chiari. Giocando così già si vince, figuriamoci migliorando…

Ora però non bisogna vivere sugli allori, c’è bisogno della conferma di essere Campioni del Mondo: quindi non ci resta che cominciare da qui, per raggiungere livelli ancora maggiori…

Adesso sì, di tutta l’erba un fascio!!

Posted in calcio, Serie A on 4 settembre 2008 by Michele Greco

Prima domenica di sport dopo mesi di astinenza, seppur col timido europeo, il calcio mancava, almeno a noi appassionati. Eccola, è arrivata la domenica, è arrivata la serie A, il campionato italiano, il più bello. Ma solo questa è la nota positiva. Dopo qualche istante ti accorgi che siamo in Italia, nel “bel paese”, per gastronomia, per beni culturali, per tradizioni, non per politica, non per rispetto delle regole, quelle spesso vengono trasgredite. Domenica di calcio, la prima; e ti ritrovi le sciarpe, lo striscione, il tifo, le trasferte. Quest’ultime ancora per poco. Sì, perché la gente si è stancata dei violenti, del calcio ancora no, ma pian piano si stancherà anche di quello, si stancherà di andare allo stadio, di comprare il biglietto, di prendere il treno, la macchina, qualsiasi mezzo per trascorrere una giornata differente dalle solite monotonie del quotidiano. Allora preferirà la pay tv, il salotto, lo schermo gigante, il bar e la birra alla spina: del resto chiunque, pur di non rischiare la propria pelle, se ne sta tranquillo e spensierato a casa o al bar. Dopo i fatti di Roma-Napoli lo Stato ha deciso di intervenire, lo fa sempre, ogni anno, ma è come se fosse la prima volta, è quasi sempre inutile, provvedimenti sterili, innoqui. Mai come adesso bisogna fare di tutta l’erba un fascio, mai come ora devono pagare tutti purtroppo, niente trasferte, niente stadi. Sì, non ha senso giocare, non ha senso correre dietro a un pallone sapendo che nessuon ti incita, ti applaude per una tua giocata, per un tuo gol, non ha senso il calcio senza il tifo. Sarebbe simile a un’orchestra senza i musicisti, è vero. Ma non avrebbe senso nemmeno andare allo stadio con il rischio di non tornare mai più a casa. Non è giusto che il calcio venga apostrofato come sport violento e inutile. Non avrebbe senso continuare per assistere a nuove violenze. Continuare sarebbe utile soltanto ai soliti moralizzatori dei salotti buoni, i soliti opinionisti dell’ultim’ora, improvvisati e impreparati. Chiudiamo gli stadi, evitiamo le trasferte, niente tifo, niente striscioni, individuiamo i delinquenti, i facinorosi. Non selezioniamo, sarebbe come trovare un ago in un pagliaio, vietiamo: questo dicono! Servirà a qualcosa? Io non saprei rispondere.

Dopo anni di silenzio, di divieti, tutto tornerà come prima, non serve la legge, il delinquente se ne frega della legge, del divieto, del carcere se, dopo un anno al massimo, ritorna a casa col sorriso tra le labbra. Il problema è alla radice, quasi irrisolvibile. Serve il senso della legalità, è necessario che io capisca ciò che si deve fare e ciò che invece è proibito. Tutto questo lo insegnano le scuole, gli asili, le maestre ma anche mamma e papà che, a loro volta hanno ricevuto un’educazione, e così via. Potrebbe essere un discorso fuori luogo, ma se ci pensiamo un po’ su non ci sono altre alternative. Lo Stato conta, certo, ma lo stato siamo noi, i cittadini.

Decidiamo di smetterla, questo sport e tanti altri rischiano di scomparire, e gli unici a pagare siamo noi, che non avremo più la voglia di gridare gol, fallo, rigore. Lo Stato sta decidendo di vietare, la gente che non ama questo sport è contenta, noi che lo amiamo no. Mai come oggi mi sento di dire: chiudeteli, fate di tutta l’erba un fascio, che paghino tutti per colpa di pochi, ma lasciate stare il calcio, lasciate stare il pallone, lui poverino, sta già piangendo…